Come comportarsi in caso di pignoramento o ipoteca da parte dell’Agenzia delle Entrate Riscossione?

Il pignoramento o l’ipoteca di un immobile possono provocare un grosso danno economico e gettare il contribuente nello sconforto. Cosa sono e come comportarsi? E quando richiedere l’aiuto di un avvocato esperto di diritto tributario?

Pignoramento ipoteca immobiliare

Pignoramento e ipoteca, cosa sono?

Sono due istituti di diritto civile, entrambi possono essere sfruttati dall’Agenzia delle Entrate Riscossione in caso di debiti verso la Pubblica Amministrazione, ma hanno differenze profonde per quel che concerne il loro scopo e gli effetti sui bene su cui vengono iscritti. Il pignoramento consiste nell’espropriazione di determinati bene del debitore, che verranno venduti all’asta per poter soddisfare il creditore con il ricavato. Di pignoramento immobiliare si parla quando ad essere aggrediti sono i bene immobili, ma il creditore può anche decidere di avviare il pignoramento sui bene mobili (come ad esempio i mobili di una casa, ma anche una vettura) oppure somme che sono dovute al debitore da terze persone (pignoramento presso terzi). Il pignoramento si può richiedere quando il creditore vanta un titolo nei confronti del debitore, che può essere:

  • Una sentenza di condanna passata in giudicato;
  • Un decreto ingiuntivo non opposto;
  • Un contratto di mutuo;
  • Una cambiale o un assegno scaduti.

Il pignoramento è un atto che viene notificato dall’Ufficiale giudiziario, che impedisce al debitore di disporre del bene fino al termine della procedura esecutiva. Il debitore non perde la proprietà del bene, fino al momento dell’assegnazione a terzi tramite asta gestita dal tribunale, che assegnerà il ricavato al creditore (o ai creditori) e l’eventuale eccedenza, al netto delle spese, al debitore stesso L’ipoteca invece, non implica necessariamente l’esecuzione forzata, perché è una garanzia che viene iscritta sul registro immobiliare. L’ipoteca segue l’immobile (diritto di seguito) e impedisce che il debitore se ne spogli in danno del creditore, che può far valere il suo diritto anche qualora il debitore tentasse di spogliarsi del bene, oppure semplicemente lo vendesse. Infatti, con l’ipoteca il creditore ha una garanzia che potrà soddisfare in caso di mancato pagamento, con ordine di prelazione temporale in caso di più ipoteche (ipoteca di primo grado). L’ipoteca non implica necessariamente un pignoramento successivo, inoltre dura per 20 anni e può essere rinnovata a scelta del creditore. La banca solitamente ipoteca la casa in caso di mutuo, ma non può metterla all’asta se il debitore paga regolarmente le rate. Questo evidenzia le differenze tra i due istituti. Quando un cittadino contribuente ha verso l’Agenzia Entrate, Inps o gli Enti Locali, un debito per mancato pagamento di tasse, imposte o contributi, può aspettare un’azione da parte dell’Agenzia Entrate riscossione, la quale può:

  • Iscrivere un’ipoteca anche sulla prima casa del debitore, ma non può pignorarla;
  • Iscrivere ipoteca sulle altre case del debitore per debiti superiori ai 20.000 euro;
  • Pignorare bene immobili del debitore, per debiti che superino complessivamente i 120.000 euro.

  • Che cosa può essere pignorato?

    Può essere pignorato ciò che appartiene al debitore e ciò che ha valore patrimoniale e può essere convertito in denaro contante: può trattarsi di un fondo, di gioielli, quadri, contante e/o reddito. Tuttavia, non è possibile pignorare tutto ciò che ha valore patrimoniale: ciò che è necessario al sostentamento del debitore della sua famiglia non può essere pignorato, dunque non è possibile pignorare oggetti (ad es. elettrodomestici, mobili, ecc.) se questi sono indispensabili al debitore e alla sua famiglia. Tra gli altri beni non pignorabili ci sono quelli necessari al debitore per l’esercizio della sua professione: ad esempio, se il debitore o la sua famiglia dipendono dall’automobile per motivi professionali e/o di salute, non è possibile pignorarla.

Allo stesso modo, non è consentito pignorare l’aiuto sociale e le prestazioni della cassa di compensazione per indennità familiari, la rendita AVS e AI (1o pilastro) e le prestazioni complementari all’assicurazione. Sono impignorabili anche le indennità elargite per lesioni corporali, danno alla salute o morte. (cfr. «Che cosa implica il pignoramento dei salari e che cos’è il minimo di esistenza ai sensi del diritto in materia di esecuzione?» e «Come si calcola il minimo di esistenza ai sensi del diritto in materia di esecuzione?»).(Base legale: art. 92 ss. LEF)

Decreto Cura Italia e sospensione delle procedure esecutive immobiliari

In considerazione dei gravi effetti che una procedura di esproprio può avere sulle finanze del contribuente, e considerato il devastante effetto della pandemia Covid-19, Il Decreto Cura Italia – già convertito in Legge 24 aprile 2020 – ha introdotto, tra le varie misure di sostegno alle famiglie e di tutela dei debitori in difficoltà e dell’abitazione principale, la sospensione per sei mesi delle procedure esecutive immobiliari. È possibile fare ricorso, avverso l’iscrizione ipotecaria o il pignoramento immobiliare. Per fare ciò è indispensabile rivolgersi a un legale, possibilmente nella circoscrizione territoriale di competenza. Per quel che concerne Milano, il nostro staff di avvocati esperti di diritto tributario, è a vostra disposizione per chiarire i dubbi circa la legittimità dell’atto esecutivo e per intentare ricorso, qualora ricorressero le eventualità previste dalla legge.